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Passeggiata sui Monti di Gualdo il 2 giugno 2013 per ammirare la coloratissima fiorita

di Tina Saxena,

Un gruppo di quattro intrepidi esploratori sono partiti dal parcheggio dal nostro amato supermercato A&O sfidando coraggiosamente le “previsioni”  del tempo dei giorni passati e le molte preoccupazioni di tanti per il meteo…..

La mattina era asciutta con ciel sereno.

Giunti a Gualdo Tadino, abbiamo fatto rifornimento di acqua fresca da una fonte ed abbiamo proseguito per la chiesetta ed il rifugio di Serrasanta. Salutati i gestori del rifugio, fatta una visita breve alla chiesetta ed ammirata la pala d’altare (copia) della scuola dei della Robbia, era già il momento della colazione  – una semplice torta vaniglia-cioccolato fatta in casa – mentre ammiravamo la vista della cittadina di Gualdo Tadino dall’alto.

Calzati gli scarponi da montagna, ci siamo spalmati di crema solare per evitare arrossamenti o scottature, indossati occhiali da sole per proteggere il dono della vista, abbiamo caricato gli zaini con i nostri panini, acqua e una leggera giacca viste le belle condizioni atmosferiche e la temperatura gradevole.

Ci siamo incamminati poco prima di mezzogiorno con un cielo meraviglioso, sereno e soleggiato e allo stesso tempo cosparso di bellissime nuvole variformi.

Funghi!Ci siamo trovati nei prati fioriti subito, all’inizio della passeggiata – c’erano margherite, narcisi, orchidee selvatiche di vari tipi, non-ti-scordar-di-me coloratissimi, i piccoli fiori delle piante pioniere (quelle che rompono la roccia per formare lo strato superficiale di terra) e una moltitudine di altri fiori che sarebbe troppo lungo nominare anche perché non ne conosciamo i nomi. Ogni tanto si vedeva un gruppetto di fiori blu, viola o gialli o un prato completamente coperto di narcisi e poi dei piccoli e grandi sassi rotondi di color avorio che spesso si sono rivelati funghi commestibili!

Dopo circa 45 minuti di cammino, con il sentiero che si avvicina al bosco di faggi e altre specie arboree, abbiamo intravisto le prime peonie selvatiche. Di un intenso colore rosa-fucsia, alcune erano ancora chiuse causa il prolungamento della “primavera invernale”.

Raggiunta una piccola valle da dove si poteva vedere l’Umbria da una parte e le Marche dall’altra, abbiamo deciso di fare una sosta per rifornimenti consistenti in panini imbottiti di prosciutto o omelette al formaggio e menta e zucchine con un dessert di frutta fresca e frutta secca! Avremmo potuto prendere il sole rilassati sul prato fiorito ma abbiamo deciso di proseguire e raggiungere la vetta di Monte Penna.

I due esploratori maschi si sono soffermati per tenere una discussione scientifica e molto educativa su uno degli alberi incontrati lungo il nostro cammino.

Ci mancavano le mandrie di mucche e cavalli che spesso si incontrano in queste zone ma poco dopo le abbiamo avvistate su altri prati che purtroppo non erano sul nostro cammino. Ci siamo fermati qualche minuto per scambiare due parole con altri  esploratori e poi abbiamo raggiunto la vetta di Monte Penna a 1430 mslm.

peonie selvaticheEssendo  ancora presto, carichi di energie non liberate durante le precedenti giornate di freddo e pioggia, abbiamo deciso di fare altri quattro passi alla ricerca di peonie selvatiche nelle quali ci siamo imbattuti non molto lontano! Queste erano le peonie più belle di tutta la passeggiata – raccolte in tanti piccoli gruppetti su un lato della montagna.

Il ritorno è stato abbastanza veloce, con una brevissima sosta per nutrirci ed indossare le nostre giacche poiché la temperature era un po’ scesa e si era alzato il vento.

Alle ore 18:00 eravamo di nuovo alla macchina, pronti a ritornare a casa. E’ iniziato a piovere verso metà viaggio e poi la grandine arrivati nei pressi di Collestrada.

Eravamo caldi ed asciutti dentro casa verso le ore 19:45, molto contenti per una splendida giornata trascorsa in buona compagnia in mezzo alla natura fiorita!

Al prossimo appuntamento!

(All’escursione hanno partecipato Sandro Boccio, Simon Coombes e Jane Doran, l’autrice delle fotografie)